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I Manager Assirm si raccontano: intervista a Marco Servida - Country Manager Italia The NPD Group

07/07/2014

Intervista a Marco Servida

Da dove nasce la passione per la ricerca?
 
La passione per la ricerca si è sviluppata nel corso degli anni e dettata da un mix di variabili inerenti le mie attitudini, le mie esigenze di "autonomia”, dal caso. Di certo non si è trattato di "un sogno nel cassetto" coltivato e perseguito con costanza tramite un percorso voluto o prestabilito. Sin dalla giovane età sono sempre stato attratto dal "fare" e di conseguenza ho sempre sofferto gli studi ad eccezione delle aree scientifiche che davano modo di affiancare alla teoria la pratica (e da qui forse il motivo per cui i migliori risultati sono venuti da queste aree).
Inoltre venendo da una famiglia abbastanza numerosa ho cercato di rendermi autonomo il prima possibile orientandomi, dopo il liceo scientifico, su un corso di Laurea Breve in Statistica che ai tempi rappresentava per me il giusto trade off tra il raggiungimento di un'indipendenza economica e il tempo dedicato a qualcosa che non mi pesasse più di tanto. Il resto è venuto da solo, attraverso esperienze lavorative, personali, delusioni, soddisfazioni. Trovo molte affinità tra la ricerca e la mia personalità: sperimentazione, velocità, organizzazione, risolvere problemi, dare soluzioni.

Quali studi consiglia a un giovane che vuole avventurarsi in questo settore?
 
Davvero una bella domanda a cui è molto difficile rispondere e ce ne si rende conto durante la fase di stesura di una job profile per una selezione. Cadrei forse nella banalità suggerendo esclusivamente studi economico statistici che però costituiscono una base importante per iniziare. Tutto poi dipende dal tipo di sviluppo professionale a cui si ambisce. Mi sentirei di suggerire corsi di Logica (soprattutto Problem Determination, Problem Solving, Decision Making), di Psicologia (dall'Intelligenza Sociale alla risoluzione dei conflitti), di Time Management. Non cito la conoscenza della lingua Inglese (e preferibilmente di una seconda lingua straniera) che considero un MUST. Ed una volta in azienda, enormi dosi di curiosità ed umiltà. Personalmente il 90% delle competenze acquisite durante la mia esperienza professionale non sono venute "dall'aula" ma dall'aver osservato responsabili e colleghi cercando di individuare e fare miei i loro punti di forza.

Da ricercatore a capo di un istituto: com’è stata la carriera di Marco?
 
Ho iniziato la mia carriera nell'istituto IRI Infoscan (oggi Information Resources) nel lontano 1997 come stagista addetto al reparto di Client Database Services per poi diventarne responsabile in veste di Direttore Associato 10 anni dopo: 10 anni di scuola che mi hanno permesso di essere in contatto con professionisti eccezionali e non nascondo anche di darmi consapevolezza di certe mie capacità ed attitudini professionali. Ho lasciato IRI nel 2007 alla ricerca di qualcosa di diverso che potesse darmi nuove energie ma soprattutto la possibilità di rimettermi in gioco con un'altra sfida professionale e personale. Mi sono trasferito in UK nella sede inglese di The NPD Group come responsabile delle Operations e lì ho trascorso circa due anni molto intensi: nuova azienda, nuova lingua, nuova cultura. Sono rientrato in Italia nel 2009 come responsabile Operations Europe della linea di Business Eurotoys e a partire dal 2013 ricopro anche la posizione di Country Manager Italia.

E’ cambiato il mondo della ricerca rispetto a quando ha iniziato? Se sì, in che modo?
 
Il mondo della ricerca è in continua evoluzione in termini di tools utilizzati nel quotidiano e di proposizione di valore ai Clienti: da Data provider a Solutions provider, nonché in termini di nuovi fenomeni che rispecchiano i nuovi stili di vita dei consumatori e di conseguenza dei bisogni da soddisfare da parte dei players di mercato.

Le nuove tecnologie e internet stanno cambiando le ricerche di mercato? Rappresentano un valore aggiunto o un ostacolo?
 
Il mio personale punto di vista è che le nuove tecnologie ed internet stiano "stravolgendo" le ricerche di mercato ed in termini molto positivi diventando sempre di più parti imprescindibili per generare business e per garantire la sopravvivenza degli Istituti di Ricerca. In Italia rispetto ad altri Paesi Europei e agli Stati Uniti forse siamo un passo indietro, ma i segnali di evoluzione in tal senso sono chiari ed importanti.

DOCUMENTI ALLEGATI

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