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Assirm a tutela dell’uso corretto del termine sondaggio

09/05/2013

In riferimento ai numerosi episodi di strumentalizzazione dei “sondaggi” sui mezzi di comunicazione, l’Associazione si sta impegnando a contrastare e monitorare il fenomeno.

Ti segnalo l’ultimo, in ordine di data, a cui fa riferimento la nostra lettera allegata al giornalista Telese, conduttore del programma “In Onda” della TV La7 e il chiarimento che Telese stesso ha diffuso durante la puntata del 4 Maggio u.s.

(Guarda il video - minuto 00.11.11)

              

Più in generale, rispetto ai singoli episodi, abbiamo quindi convenuto di inviare al Garante per le Garanzie delle Comunicazioni una nota in merito.

Oltre a contrastare l’utilizzo scorretto dei sondaggi da parte dei media e di Internet, riteniamo prioritario che l’Associazione operi per un sempre più efficace rispetto delle Norme di Qualità ASSIRM e per garantire che il comportamento etico degli Associati sia una condizione non derogabile.

A queste posizioni di natura generale, si aggiungono alcune azioni specifiche che riguardano gli Associati che svolgono sondaggi, in particolare quelli afferenti la sfera politico-elettorale. L’obiettivo è quello di far conoscere meglio questo settore di ricerca, con le sue peculiarità, sapendo che la trasparenza è per noi un valore.

Le azioni che abbiamo ipotizzato sono:

  1. Un incontro tra media e Associati tre mesi prima di un turno elettorale significativo
  2. Un incontro due settimane dopo le elezioni con: società scientifiche, professionali, clienti e media
  3. Una presentazione nella nostra Assemblea della sintesi di questi meeting

Queste iniziative consentono di mantenere un rapporto stretto con i media; utile sia per far conoscere sempre meglio i nostri strumenti che per ridurre le semplificazioni e le incomprensioni sui lavori svolti. ASSIRM, inoltre, può svolgere un ruolo attivo tra le componenti che, a vario titolo, sono presenti in questo campo.

Accanto a queste attività, che vedranno coinvolti degli Associati e il Centro Studi, si è valutato anche, in via preliminare, e salvo le necessarie verifiche di fattibilità, l’ipotesi di dedicare un’ ulteriore giornata del nostro Corso al tema “Opinione Pubblica e Media”.

E si è valutato anche di proporre al legislatore una riduzione dell’attuale periodo di “black out” a tre giorni; le ragioni sono: l’ineguaglianza di trattamento che l’opinione pubblica ha, la sostanziale impossibilità a far rispettare questa regola data la presenza di Internet, la difficoltà per i nostri Istituti di far sapere le modifiche delle stime che intervengono man mano che il giorno elettorale si avvicina.

Auspichiamo che tutti gli Associati vogliano collaborare a questa iniziativa di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, segnalandoci con rapidità eventuali episodi utili allo scopo.

DOCUMENTI ALLEGATI

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